Adottare un cache

5 luglio 2017 kazuma

Questo articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione. 

 

La manutenzione dei cache è uno degli elementi chiave per la diffusione del geocaching. Non trovare un contenitore oppure trovarlo rovinato e rimetterlo a posto senza poi vedere alcuna reazione da parte del proprietario è scoraggiante. Per questo, quando ci si rende conto di non essere più in grado di manutenere correttamente un proprio cache, sia a livello fisico che intervenendo sul listing, la soluzione migliore per tenerlo in vita è l’adozione. Tramite questo sistema il proprietario cede il proprio cache ad un’altro geocacher, dandogli, quindi, il totale controllo sullo stesso.

Anni fa questa procedura era in totale gestione di Groundspeak e basata sulla fiducia. Qualcuno iniziava a manutenere un cache abbandonato e poi chiedeva a Groundspeak (direttamente o tramite un reviewer) di adottarlo. Purtroppo a seguito di alcune situazioni spiacevoli Groundspeak ha deciso di non occuparsi più di questa procedura e di renderla automatizzata, trasformandola in un rapporto diretto tra due geocacher.

Adozione: inizioIniziare la procedura

Prima di partire è importante sapere due cose. La prima è che la procedura di adozione deve partire dal proprietario e la si può interrompere sino a quando il destinatario non l’accetta. La seconda è che sono adottabili tutti i geocache attivi o temporaneamente disabilitati, quindi non quelli archiviati.
A questo punto per iniziare tutto è necessario andare all’indirizzo http://www.geocaching.com/adopt, dove trovere il modulo che vedete nell’immagine a sinistra.

Adozione: cache archiviatoScelta del cache da far adottare e del destinatario.

Inserite il codice (GC…..) del cache che volete far adottare all’interno del campo e premete sul bottone ricerca.
Se il cache è archiviato vi verrà indicato un errore e la procedura, come anticipato in precedenza, non potrà continuare.

Adozione: richiesta nomeSe al contrario il geocache è attivo o anche temporaneamente disabilitato, il sistema passerà alla seconda domanda, ossia la scelta del destinatario della richiesta. Anche in questo caso, una volta inserito il nome sarà necessario premere “vai” così il il sistema possa verificare l’esistenza del geocacher.
Adozione: confermaNel caso in cui il nome sia incompleto o vi sia un possibile “conflitto” con diversi nomi, ci sarà la possibilità di scegliere quello corretto attraverso un menu a discesa.
Solo quando il geocacher sarà identificato in maniera univoca, si potrà premere il bottone che farà partire la procedura sul server di Grounsdpeak.

Sul modulo è anche presente un campo dove poter scrivere un eventuale messaggio che verrà allegato alla richiesta di adozione.

La richiesta di adozione è partita… e ora?

Adozione: partitaSe tutto è andato a buon fine a video apparirà la conferma che la procedura è partita.

Adozione: mail di confermaContemporaneamente sia il richiedente che il destinatario riceveranno un’email da geocaching.com. Quella diretta al destinatario conterrà il nome di chi ha richiesto l’adozione, il nome del cache e l’eventuale messaggio del proprietario, se lo ha aggiunto. Ma, fondamentalmente, conterrà un link alla pagina dove potrà confermare o meno l’interesse ad adottare il cache.

Adozione: annullamentoCome accennato in precedenza, sino a quando il destinatario non confermerà la richiesta, il proprietario potrà interromperla in ogni momento. Questo lo si può fare o dall’email ricevuta dal sistema dopo la conferma, oppure ritornando sulla stessa pagina di adozione (http://www.geocaching.com/adopt).

Il cache è ora adottato, quindi?

Una volta che un geocache viene adottato, non cambia nulla, se non il proprietario. Il listing non verrà modificato e verrà solo aggiunto un log che comunica l’avvenuto cambio. Il nuovo proprietario potrà quindi fare tutte le modifiche che desidera, senza limitazioni.

Fatta questa ovvia premessa credo però che sia molto importante sottolineare un’aspetto per me importante del “post adozione”: riconoscere in qualche modo, la paternità originale del cache. Se è vero che si diventa proprietari e che da quel momento la gestione sarà completamente a nostro carico, è giusto ricordare chi è stato a trovare il luogo e nascondere quel geocache, magari costruendo un listing interessante e ricco di informazioni. Qualcuno questo lo fa con mantenendo il nome del vecchio proprietario e dopo “Adottato da” o “Adopted by”, altri dedicano qualche riga nel listing.

 

Aggiornamento di Venerdì 7 Luglio.
Come mi ha correttamente fatto notare Marco (GRAZIE!!!) sul nostro gruppo Facebook, i geocachegrandfathered” (ad esempio i “Virtual” o i “Webcam”) non possono essere adottati.