I cache nelle grotte (e simili)

18 luglio 2017 Brigante Tiburzi

 

L’Italia ha avuto una storia geologica molto complessa. Questa particolarità, vedendola dal profilo paesaggistico, ci ha regalato formazioni stupende, tra le quali bellissime grotte. Storicamente alcune zone del nostro “Bel Paese” sono state interessate da sfruttamenti minerari importanti.  Oggi molte miniere sono diventate mete turistiche. Siamo anche un popolo che costruisce ed esporta tecnologia ingegneristica. In Italia sono presenti strutture di pubblica utilità, che sono anche vere e proprie opere d’arte.

Questa piccola prefazione per introdurre un argomento che sempre più spesso viene affrontato da noi reviewer nella pubblicazione: la possibilità di nascondere i cache all’interno di grotte, miniere, gallerie ecc. ecc.

L’assenza di segnale GPS

Ovviamente questo tipo di cache presenta alcune problematiche. Molto spesso per affrontare grotte o miniere si ha la necessità di utilizzare attrezzature speciali. Il livello del terreno e la difficoltà possono essere elevate. Per questo nel listing sono già presenti gli strumenti necessari per informare il seeker interessato al cache.

Altra cosa è invece la totale o parziale assenza di segnale satellitare all’interno di una grotta/tunnel. Questo rende il GPS spesso inutilizzabile. Stessa cosa per chi usa uno smartphone. In questo caso non sarà presente neanche una connessione dati che viene in aiuto del ricevitore GPS… il cosiddetto A-GPS.

Questa particolarità ha generato una serie di interpretazioni differenti da parte di chi proponeva i propri cache. Per questo motivo noi reviewer italiani abbiamo deciso di creare una “regola regionale” all’interno del Wiki di Groundspeak con l’intento di uniformare tale tipo di cache.

La regola

Nel caso in cui si voglia nascondere un geocache all’interno di una grotta o altro che rientri in uno dei casi sopra descritti, bisogna seguire alcuni accorgimenti. Nell’elenco sono riportati quelli fondamentali:

  • il cache deve essere di tipo Multi o Mistery, non è possibile che sia un Traditional;
  • nel caso di Mistery le coordinate inziali (ossia quelle in alto a destra del listing) devono essere fittizie, nel caso di Multi devono puntare all’ingresso della grotta/galleria/miniera, ovviamente lo stato di questo step sarà al 90% “virtuale”;
  • nel testo del listing deve essere presente una descrizione che guidi il seeker dall’imboccatura al cache (per esempio: dall’imboccatura prosegui dritto per venti passi, ti troverai ad un bivio, gira a destra e prosegui per altri dieci passi, arriverai di fronte ad una parete, nella nicchia di fronte a te troverai il cache);
  • le coordinate finali si devono stimare (possibilmente con una discreta precisione), utilizzando un software cartografico del tipo Google Maps, Bing o simili. Ci sono applicazioni che permettono di trovare le coordinate di un punto usando distanza e angolazione.

In questa fattispecie di cache rientrano anche tutte quelle che possono essere assimilate alla solita metodica di ricerca e che possano presentare gli stessi problemi di ricezione. Per esempio i cache nascosti all’interno di edifici o simili.

Se avete dubbi, ci sono i Reviewer

Ovviamente il cache deve rispettare anche tutte le regole previste dalle Linee Guida riguardo alla proprietà privata, ai vincoli di genere paesistico/storico e così via.

Un ultimo consiglio (ma questo vale per qualsiasi cache): quando avete dei dubbi, prima di mandare in pubblicazione un cache, contattate un reviewer attraverso il Centro Messaggi. Saremo sempre a vostra disposizione per darvi una mano.