Geocaching e… Urbex

7 agosto 2018 Lord Yoruno

Del geocaching e dei posti che ti porta a visitare conosciamo praticamente tutto, ormai: ci sono cache in montagna, in mare, in città, su alberi e in grotte.

Qualche volta, però, più raramente, ci sono cache posizionate in luoghi un tempo ricchi di vita e oggi dimenticati, abbandonati e fatiscenti.
Personalmente trovo un certo fascino nei vecchi cascinali mezzi diroccati, nelle ville abbandonate in mezzo al nulla e, quindi, ho apprezzato molto alcune cache dedicate proprio a questi posti.

Ho scoperto inoltre che il visitare strutture abbandonate aveva un nome ben preciso, coniato parecchi anni prima del geocaching: si chiamava urbex.

Cos’è l’urbex?

Citando Wikipedia (che fortunatamente non è più oscurata) l’Urban Exploration (spesso abbreviata in urbex), tradotta letteralmente dall’inglese come “esplorazione urbana”, consiste nell’esplorazione di strutture costruite dall’uomo, spesso rovine abbandonate o componenti poco visibili dell’ambiente urbano. […] Talvolta viene anche chiamata “speleologia urbana” o “arrampicata urbana”, a seconda dei luoghi visitati.

Va detto che, come per il geocaching in alcuni casi, l’urbex comporta diversi fattori di rischio; tralasciando gli aspetti legali (art. 614 c.p.) vanno sicuramente tenuti da conto i rischi fisici dell’accesso in strutture abbandonate e, quindi, spesso pericolanti.

Quello che sicuramente deve sempre comparire in cache di questo tipo è il giusto set di attributi, in particolare quelli indicanti strutture abbandonate e pericolose, magari combinate con una difficoltà e un terreno particolarmente alti per avvisare che non è una cache qualunque quella che si andrà ad affrontare.

Tipologie di luoghi abbandonati

Ci sono svariati posti abbandonati in cui sono state posizionate cache, più o meno interessanti da cercare e più o meno difficili da esplorare.

Le cascine abbandonate sono la percentuale più alta in assoluto, in quanto se ne possono trovare praticamente ovunque in tutta Italia per via del passaggio dalla vita rurale a quella cittadina; nel corso degli anni ’80 e ’90 molti dei cascinali nei primi 15-20 chilometri attorno alle grandi città sono stati abbandonati e, così, vi sono tanti di questi in stato di totale incuria (per citarne qualcuna: GC774VZ, GC7F5HZ o GC7G8B3).

Vi sono poi molte industrie, chiuse per dislocamento all’estero o per fallimento, che però sono un po’ meno interessanti a livello di geocaching, in quanto spesso chiuse da recinzioni o cancelli e, quindi, non sempre utilizzabili per il nostro gioco a meno di posizionamenti marginali (come per GC5WBHA).

Altri posti invece interessanti sono le vecchie cave abbandonate e le vecchie miniere, spesso lasciate completamente accessibili e, quindi, visitabili senza problemi.
Alcune sono state riutilizzate inoltre per altri scopi (mi viene in mente, ad esempio, una vecchia cava in Liguria, ora riutilizzata come palestra di roccia – GC4E07M) e altre sono invece semplicemente lasciate a se stesse (GC6F5ND).

Vi sono poi altri posti ancora, delle tipologie più svariate: manicomi abbandonati (GC64Q9M), chiese (GC694TV o GC7H9MQ o ancora GC620PP), cinema (GC78Q85), cimiteri (GC5MXJQ), ponti (GC5TBPB), dighe (GC1TPRH) e anche interi borghi (come Crespi d’Adda, dove sono piazzate svariate cache, o Consonno).

Possiamo dire che ce ne sia praticamente per tutti i gusti!

Quatto quatto…

Una su tutte, tra quelle che più mi sono piaciute sia per il posto che per il panorama, è la GC6J1WB di Eletab, e dopo un primo found nell’estate del 2017 ci sono anche tornato recentemente per fare qualche foto; il posto è ancora abbandonato e decisamente interessante, sotto tutti gli aspetti.

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