Il geocaching e l’ambiente

18 giugno 2017 JayeLex

L’impatto ambientale delle nostre tanto amate scatolette

E’ doveroso far presente che ai geocacher non è fatto obbligo di nascondere: si può tranquillamente decidere, in totale autonomia, di dedicarsi sempre ed esclusivamente  alla ricerca.
Chi nasconde, lo fa di propria iniziativa, senza alcun tornaconto personale ma, semplicemente perché vuole dare il proprio contributo allo sviluppo del geocaching, offrendo ad altri geocacher l’occasione per una nuova emozionante avventura.

Al geocacher che decide di nascondere anch’egli, diventando “proprietario” di cache, incombono, invece, una serie di precisi obblighi e doveri (si vedano le Linee Guida). Ciò anche allo scopo di evitare il rischio di un danno all’ambiente.

calendarioIl piano di manutenzione

Una volta nascosto, infatti, il cache non può e non deve essere abbandonato a se stesso. Il proprietario, in quanto tale, deve curarne e garantirne la manutenzione periodica, provvedendo a ripare il cache e, ove questi risulti scomparso, posizionando un nuovo contenitore in luogo del precedente, ovvero alle medesime coordinate, salvo il luogo non sia compromesso.

Diversamente si dovrà aggiornare la scheda del cache con le nuove coordinate. Non a caso ogni geocacher può nascondere entro un congruo raggio di distanza dalla propria abitazione, per consentire una manutenzione il più frequente possibile.

Sono ammesse deroghe dietro presentazione di un “programma di manutenzione” che venga valutato come adeguato poiché, ad esempio, periodicamente ci si reca nella zona del cache per motivi di vacanza, studio, lavoro o, in alternativa, viene indicata una persona – solitamente un altro geocacher – in grado di provvedere alla manuetenzione in vece del proprietario. In caso contrario, il listing – la pagina web contenente la descrizione del cache – non supera il processo di revisione e non viene pubblicato.

La scelta stessa del contenitore – ce ne sono di forme e materiali diversi – e del nascondiglio devono avvenire nella consapevolezza di non arrecare un danno all’ambiente (si vedano le Linee Guida). Analogo discorso vale anche per la ricerca dei cache.

maintenanceI compiti della comunità

A tutelare l’integrità dei cache e l’osservanza degli obblighi di proprietario sono la comunità di geocacher ed i Revisori (Reviewer).

I primi, impegnandosi nel non farsi notare dai babbani, nell’essere accurati nel riporre il cache al suo posto, ricomponendo il nascondiglio come lo hanno trovato, assicurandosi che non rimanga esposto alla vista, nel segnalare quando è necessario intervenire.

I secondi, nel verificare la corrispondenza del listing alle linee guida, nel sollecitare l’intervento del proprietario, a seguito di ripetute segnalazioni dei geocacher. Dopo alcuni avvisi ed un ragionevole periodo di tempo, nella totale inerzia e mancanza di comunicazioni, i revisori provvederanno all’archiviazione del cache, ricordando al proprietario di rimuovere il contenitore e/o eventuali resti, al fine di rispettare l’ambiente.

CITOLa filosofia CITO

Ultima, ma non meno importante, la considerazione sulla filosofia CITO, che sta alla base del geocaching, fin dai suoi esordi, a dimostrazione dell’impegno ambientale dei suoi ideatori e promotori.

Un impegno che viene ricordato ai geocacher durante la celebrazione annuale del fine settimana internazionale CITO, che vede impegnate squadre di geocacher di tutto il mondo a raccogliere i rifiuti.

Non si può, tuttavia, negare che, nella comunità di geocacher, proprio in virtù del libero accesso, possono essere presenti individui “meno diligenti”. Ma è come dire che il vicino di casa non ha ancora capito che i rifiuti organici vanno conferiti nell’apposito sacchetto in amido di mais, in quanto anch’esso compostabile, e si ostina ad utilizzare il sacchetto in plastica. Non per questo, infatti, non si fa più la raccolta differenziata.

Per quanto riguarda il geocaching, si auspica che i geocacher più zelanti e virtuosi pongano rimedio ai “disastri” di coloro che sono passati per primi.