Come (e perchè) piazzare una cache: idee sparse

8 maggio 2018 Lord Yoruno

Ti sei alzato stamattina con una voglia matta di piazzare una nuova cache, ma non sai come fare?

Hai già trovato 1, 10, 100, 1000 cache e ti solletica l’idea di colonizzare il mondo con qualcosa di intimamente tuo?

Le piccole dritte che seguiranno potrebbero esserti utili, ma ricorda: tutto quello che seguirà è frutto della mia personalissima esperienza e idea di geocaching e che, quindi, potrebbe essere più o meno condivisibile!

Iniziamo dalle cose più fondamentali: dove la stai mettendo?

Già, dove?
Perché questa è la domanda secondo me fondamentale: se ti sei alzato con un bisogno impellente di piazzare una cache ma non sai dove.. beh, forse sarebbe meglio tornare a dormire o andare a fare qualcosa di più interessante.
So che quello che ho appena scritto non piacerà a molti, ma sono sempre più convinto che nascondere geocache fini a se stesse, dei meri +1 nel conteggio dei found, non sia il massimo del geocaching.
Per carità, le linee guida non vietano di mettere cache in posti completamente anonimi, sporchi, imbarazzanti, con listing minimi, raffazzonati, ma di certo una cache in una piazzola di sosta in autostrada dove praticano scarico abusivo non è paragonabile, quanto a bellezza, a una cache piazzata di fronte al Colosseo, al Duomo di Milano, a fianco di un calanco del Gargano o in vetta alla Marmolada.
Ma questo è un mio personalissimo pensiero: il posto deve meritare!

Qui merita sicuramente!

Quello che potrebbe fare talvolta eccezione è il final delle mystery, piazzato magari in un posto più o meno anonimo; in questo caso il motivo principale di un piazzamento qualunque è che la parte più “bella” di queste cache è la risoluzione, e la parte fisica va un po’ in secondo piano.

Ma, secondo me, è solo quando sia la mystery che la cache finale sono belle che i favoriti fioccano!

Ok, il posto c’è, ma che cache piazzo?

Qui ci si può davvero sbizzarrire: da una microscopica nano nera nel buio della canna di un obice della Seconda Guerra Mondiale ad un finto armadio elettrico nel mezzo di una piazza trafficata, da un piastra magnetica con una pubblicità fittizia attaccato ad una porta ad una grande ammobox mimetizzata in un bosco, o ancora una complessa cache elettronica o una finta casetta degli uccelli.

Semplice ed efficace: la cache c’è ma non si vede

Io mi pongo di solito queste domande:

  • Voglio far vedere innanzitutto il posto e rendere la cache un piacevole extra?
    Piazzerò una cache con un contenitore semplice (GC774VC).
  • Voglio far dannare un po’ chi cerca, facendogli trovare nuovi modi di non dare nell’occhio o facendogli cercare qualcosa di molto ben nascosto?
    Piazzerò una cache mimetizzata nell’ambiente, magari usando un po’ di nastro mimetico (GC69XVY).
  • Voglio fare scervellare un po’ i geocacher con qualcosa di complicatissimo?
    Creerò una mystery molto complicata, magari con anche un final difficile da raggiungere (GC6KN1V).
  • Voglio mettere una cache con tante cose dentro, ma non rischiare che scompaia in breve tempo?
    Piazzerò una cache ben nascosta, magari una regular, pubblicando una multi con qualche stage intermedio (GC6CK6K) o magari una bella letterbox (GC6WNN0).
  • Voglio mettere una bella cache, divertente da aprire?
    Creerò un contenitore che si apre solo usando… il cervello (GC6W53H)!

Penso che il limite per la creazione di una cache siano solo la fantasia, il tempo e le capacità manuali e tecniche dell’owner.

Potreste quindi pensare a quali cache vi hanno fatto esclamare di piacere e partire da quelle per creare la vostra cache ideale!

Il posto ce l’ho, la cache pure… D/T?

Difficoltà e Terreno, niente di complicato, apparentemente!
Un po’ più complesso capire quale sia il valore giusto, e in particolare per il parametro D.

Il Terreno in effetti è abbastanza semplice da indovinare: cache accessibile a persone in sedia a rotelle è 1 ( GC21D0V), in piedi 1,5, se devo fare un salto o inerpicarmi un po’ 2 (GC6M8NM), se devo arrampicarmi 2,5 o magari 3,5 (GC6T72J), se devo piazzare dei chiodi da roccia o calarmi in grotta o fare un’immersione con le bombole 5 (GC5M1GX).
Bene o male, a parte le singoli percezioni di chi cerca, questo parametro è facile da impostare, anche perché il sito ci aiuta a scegliere nel momento della creazione.

Questa è decisamente una cache con Terreno 5

Quanto alla Difficoltà invece secondo me è un po’ più complicato: ad esempio in città dipende molto dall’ora e dal traffico. Cercare la stessa cache sotto una panchina di un parco alle 4 del mattino di una notte di pioggia è sicuramente molto diverso da cercarla in un piacevole pomeriggio primaverile, quando le mamme portano i bambini al parco a giocare e si siedono proprio lì, sopra la cache. In quel caso il valore di Difficoltà cambia sensibilmente (da 1 a 3?), e quindi che fare?
Secondo me il modo migliore è fare una veloce media!

Per le mystery è anche più complicato: quello che può essere per me semplice può essere complicatissimo per un altro geocacher, quindi anche qui l’unica è usare il buonsenso e cercare di trovare un valore plausibile per tutti.

E gli attributi? Servono a qualcosa o non li guarda nessuno?

Alla fine della creazione della cache c’è anche un intero blocco dedicato agli attributi delle cache, a volte un po’ troppo trascurati ma che, spesso, possono aiutare nella ricerca (un attributo “tree climbing“) o evitare guai a chi pensa di cercare la cache (ad esempio “dangerous area” “in abandoned structure“).

Guardateli con cura, aiutano parecchio, ma non eccedete nel metterli: è inutile specificare un “scuba equipment not needed” per una cache T1 in città!

Ok, tutto pronto, ho anche preso le coordinate ma non mi convincono!

Le coordinate sono spesso un problema, in particolare per i neofiti del gioco.

Tralascio volutamente l’uso delle attrezzature serie (GPS da trekking quali Garmin, TomTom ecc) e mi dedico qui solo alla questione smartphone. In linea di massima ogni telefono moderno è ormai dotato di un sensore GPS, più o meno preciso, a volte molto preciso, quindi può essere tranquillamente utilizzato per nascondere e cercare cache (sento già parecchi insulti, ma va bene lo stesso).

Il problema della precisione si può verificare talvolta quando si è in condizioni un po’ più difficoltose quanto a ricezione del segnale GPS (che nulla ha a che vedere col campo di ricezione del telefono, sia chiaro!), come sotto gli alberi di un fitto bosco o nelle strette vie cittadine, o in una valle alpina stretta.
Per ovviare a questo problema esistono programmi che aiutano il GPS dello smartphone ad essere più preciso (e per Android ne ho trovati un paio di particolarmente utili e gratuiti, li descrivo brevemente qui sotto) ed esiste, soprattutto, il buon senso.

La prima app Android è GPS Status & Toolbox, che accellera la ricerca dei satelliti da parte del GPS integrato del telefono e che, inoltre, è piuttosto utile per resettarne lo stato in caso di coordinate palesemente sballate, senza il bisogno di riavviare il telefono o disattivare e riattivare il GPS.

La seconda app è GPS Averaging, secondo me fondamentale per il piazzamento delle cache; questo semplice programma, come dice il nome, fa la media dei dati rilevati dal GPS e li rende poi disponibili per la condivisione. In pratica posizionate il telefono sulla posizione della cache, fate partire il programma e, ogni qualche secondo, verrà presa la posizione e fatta la media con le precedenti rilevate, in modo da avere quanta più precisione possibile.
Ce ne sono anche altri che fanno le stesse cose, ma io mi trovo bene con quello!

Una volta prese quindi le coordinate con i programmi di cui sopra (o simili) subentra la componente fondamentale del buon senso: meglio controllare ulteriormente con Google Maps se le coordinate siano davvero coerenti con la posizione reale.
Se ho preso le coordinate di una bocca di lupo di un palazzo e le coordinate prese puntano in mezzo alla strada forse è il caso di tornare a prenderle!
Ci sono geocacher che consigliano di prendere le coordinate nello stesso punto in giorni ed orari diversi per ottimizzare ulteriormente la media effettuata, non ci sono limiti alla precisione!

Cosa devo scrivere nel listing?

Il mio consiglio è quello di scrivere un bel listing esaustivo sul posto, inventare una bella storia per una mystery, raccontare il posto ed il perché la cache è stata messa proprio lì!

Un castello! Parliamone!

E’ una cache dedicata ad un monumento? Raccontane la storia!
E’ dedicata ad un’oasi naturale protetta? Descrivi la fauna, la flora, il perché sia particolare!
E’ dedicata ad un avvenimento importante? Cos’è successo in quel posto, qual è la sua rilevanza (per tutti o anche solo per te), sono parte stessa della cache!

Listing con scritto “ho messo una cache nel parco perchè è bello, buona caccia” mi fanno personalmente venire l’orticaria, ma si sa: sono un geocacher Imbruttito©!

Ci sono ovviamente estremi sia nell’una che nell’altra direzione, ma personalmente trovo che sia molto più bello avere “qualcosa da leggere” che limitarsi a mettere un semplice sorrisino sulla mappa.

E voi che ne pensate?